Provincia di Reggio Calabria
 
 
   
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NASSIRIYA, 12 NOVEMBRE 2003. PER NON DIMENTICARE
Chiesa Mercoledi 12 novembre 2003 alle 10,40 (ora di Bagdad), le 8,40 italiane, la sede dei carabinieri a Nassiriya viene distrutta. Prima un camion cisterna e poi un'auto forzano il posto di blocco e si dirigono contro l'edificio che una volta ospitava la camera di commercio della città, per poi saltare in aria. Sui due veicoli ci sono quattro kamikaze; a bordo tra i 150 ed i 300 chili di esplosivo. Oltre all'esplosione del mezzo saltano per aria dei mezzi parcheggiati lì vicino oltre alla santabarbara, il magazzino di munizioni. Nell'attentato perdono la vita 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito italiano, due civili del nostro paese e otto iracheni. Numerosi i feriti sia tra gli italiani che tra la gente del luogo. È la prima volta che il contingente italiano rimane vittima di un attentato, e che la città sciita diventa scenario di eventi di questo genere. Il pomeriggio di mercoledì viene scandito dall'annuncio della morte di un soldato o un carabiniere di cui via via vengono resi noti i nomi dopo che le famiglie in Italia sono state avvertite. A fine serata il bilancio è pesantissimo: 18 morti tra cui due civili, il regista e produttore Stefano Rolla, in Iraq per preparare un film, e Marco Beci, funzionario della cooperazione italiana, agenzia legata alle Nazioni Unite a Nassiriya per aiutare la popolazione.
Il 15 novembre, a Kuwait City, muore il giovane Pietro Pietruccioli: i genitori decidono di staccarlo dalle macchine e ne donano gli organi. Nello stesso giorno arrivano in Italia le salme delle vittime. Lunedi 17 novembre 2003 arriva da un giornale arabo di Londra la rivendicazione: è stato un atto terroristico firmato da Al Qaeda.

Le vittime di Nassiriya

Ciampino A due anni dal barbaro assassinio di Nassiriya, dove un gruppo di terroristi islamici trucidò 19 italiani, di cui 12 carabinieri, 5 soldati e 2 civili, in missione di pace in Iraq, la Provincia di Reggio Calabria consegnerà tre borse di studio, intitolate "alle vittime di Nassiriya", in esecuzione della Delibera di Consiglio n. 103 del 27/11/04.
La Commissione, formata da Ornella Milella, Assessore alla Cultura e alle Pari Opportunità, Alessandra Sarlo, Dirigente del Settore Politiche Sociali, Maria Concetta Mileto, docente scolastico, Alfredo Focà, docente universitario e Guido Leone, Coordinatore provinciale Politiche giovanili presso l'Ufficio Scolastico Regionale, ha assegnato le borse di studio, che il Presidente Fuda ha consegnato simbolicamente al colonnello Antonio Fiano, in occasione della Giornata nazionale dell'Orfano, celebrata il 21 novembre presso la Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria.

Giovanni Cavallaro La prima sezione (2.500 euro per un elaborato grafico), riservata agli studenti delle scuole elementari, dal tema "Elabora un disegno o una storia illustrata a fumetti evidenziando l'importanza dell'impiego o dell'impegno delle Forze Armate Italiane in missioni di pace all'estero", è stata vinta da Lucrezia Cavallaro "per la maggiore originalità e spontaneità dell'elaborato grafico". Giovanni Cavallaro, 47 anni, nato in provincia di Messina e residente a Nizza Monferrato, maresciallo in servizio al comando provinciale Carabinieri di Asti, conosciuto con il soprannome di "Serpico", ha lasciato la moglie e la piccola Lucrezia quando aveva 4 anni. Già impegnato in altre missioni in Kosovo e in Macedonia, era da tre mesi in Iraq, e stava per rientrare a casa. La sera prima aveva telefonato alla moglie: «Sto preparando la mia roba, sabato finalmente torno da te e da Lucrezia. Ho voglia di abbracciarvi».
Domenico Intravaia La seconda sezione (3.500 euro), riservata agli studenti delle scuole medie inferiori, dal tema "Scrivi una lettera ad un volontario impegnato all'estero in una delle missioni di pace e solidarietà tra i popoli", è stata vinta da Alessia Intravaia. Domenico Intravaia, 46 anni, di Monreale, appuntato dei Carabinieri in servizio al comando provinciale di Palermo, che ha lasciato la moglie e due figli di 16 e 12 anni, era già stato in missione a Sarajevo e sarebbe dovuto rientrare dall'Iraq dopo pochi giorni. I due figli tenevano un calendario da cui cancellavano i giorni che mancavano al ritorno del padre.
Alfio Ragazzi La terza sezione (4.000 euro), riservata agli studenti delle scuole medie superiori, dal tema "In considerazione delle differenti tradizioni e culture e in presenza di vari gravi focolai di guerra e di tensione che segnano la storia internazionale in questo secolo appena iniziato, lo studente esprima il suo pensiero su come rafforzare i sentimenti di pace e di solidarietà tra i popoli", è stata vinta da Salvatore Ragazzi. Alfio Ragazzi, 39 anni, maresciallo dei Carabinieri in servizio al RIS di Messina, che ha lasciato la moglie e due figli di 13 e 7 anni, sarebbe dovuto rientrare a Messina entro pochi giorni: i familiari stavano già preparando la festa. Era specializzato nelle tecniche di sopralluogo e rilevamento e il suo compito era quello di istruire la polizia locale.
Il Presidente Fuda ha dichiarato: «Chi ha dimenticato il dolore ed il senso di impotenza di quel 12 novembre 2003? Chi non ha ancora negli occhi le immagini dei diciannove ragazzi di cui abbiamo conosciuto, troppo tardi, le emozioni personali di una vita consacrata alla patria? "I nostri caduti hanno accettato il rischio per portare nel mondo la pace: l'Italia non li lasci soli" esortò il cardinale Ruini il giorno dei funerali. A quell'esortazione, oltre che per un dovere umano, civile e morale, la Provincia di Reggio Calabria ha risposto bandendo un concorso riservato ai figli di cittadini italiani caduti in missioni di pace e solidarietà tra i popoli. I tre vincitori, figli di altrettanti caduti di Nassiriya, non potranno purtroppo trovare nella borsa di studio il calore dell'abbraccio dei propri padri, ma mi piace pensare che le loro sofferenze, così vive e forti negli elaborati premiati, possano essere attutite dalla consapevolezza che non sono soli, che ciascuno di noi sarà grato per sempre al sacrificio di uomini che sono un esempio ed un faro in un mondo che troppo spesso tende a dimenticare le tragedie».
Venerdì 11 novembre 2005

 
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